La geologia ambientale al servizio del Paese

La geologia ambientale al servizio del Paese

CELEBRAZIONE DEI 30 ANNI DI FONDAZIONE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI GEOLOGIA AMBIENTALE (SIGEA) – APS

PRIMA CIRCOLARE

PRESENTAZIONE
Nel 1992 un gruppo di accademici, professionisti, funzionari pubblici si confrontano e dialogano per la promozione del ruolo delle Scienze della Terra con l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza del territorio, ponendo l’attenzione sulle componenti ambientali per conservare le loro quantità e qualità attraverso l’utilizzazione più responsabile del territorio e delle sue risorse, in un crescente confronto, talora contrapposto, sullo sfruttamento del territorio e delle sue risorse naturali secondo un paradigma tecnocratico che ha esercitato il dominio eccessivo sulla politica, sull’economia e sul profitto, attraverso uno sviluppo “disattento” o addirittura privo di rispetto per l’uomo e l’ambiente.
Si creano le basi statutarie per costituire una associazione scientifica e culturale che affronterà in ambito nazionale la promozione della cultura geologica. Nasce così la Società Italiana di Geologia Ambientale in breve SIGEA, un’associazione che rompe gli schemi tradizionali dell’associazionismo di settore e opera negli anni in un circuito ampio con accademici, ricercatori di enti pubblici, professionisti e società civile.
In questi 30 anni anche la scienza e la tecnica hanno vissuto, e vivono tutt’oggi, momenti di notevole conflittualità e SIGEA ha promosso e ospitato un confronto tecnico e scientifico basato su dati, su lucide visioni, su progetti concreti e realizzabili per migliorare lo stato dell’ambiente e la qualità della vita, e non su ideologie.
Riteniamo che la vera transizione ecologica, necessaria per compensare lo sviluppo urbano e industriale pensato indipendentemente dagli effetti che questi possano arrecare agli equilibri ambientali e sociali, debba partire dalle analisi che emergono da posizioni anche divergenti sulla sostenibilità dello sviluppo, sulla velocità della crescita e del progresso, sulle aspettative economiche, sul principio di precauzione e su quello di non arrecare un danno significativo (DNSH – Do No Significant Harm). Contrapposizioni queste che come spesso è accaduto negli ultimi 30 anni trovano nel confronto intergenerazionali fattori di amplificazione. Solo il dibattito culturale, leale e aperto alle diverse posizioni, può essere utile a individuare i reali limiti dell’agire in un’ottica conservativa per i caratteri ambientali di un territorio, nell’interesse intergenerazionale, volto a garantire benessere alle popolazioni che lo abitano, con un occhio ben attento ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 (SDGs).
I contributi potranno essere proposti da tutti coloro che svolgono le loro attività di ricerca, professionali e imprenditoriali, nell’ambito della geologia ambientale e più in generale sui temi di tutela dell’ambiente e della transizione verso la sostenibilità dello sviluppo.


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